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giovedì, 08 giugno 2006
Non si uccidono così i cavalli.

Penso avrete tutti visto giorni fa quel povero cavallo spezzarsi le gambe anteriori durante una assurda competizione tenutasi a Floridia in Sicilia.

Io sono nato e vissuto in una cittadina dove ogni occasione era buona per fare le corse con i cavalli.

Eppure, nonostante quasi trent'anni fa quando ero un bimbetto non esistessero tutte le leggi attuali in tutela degli animali, non ricordo di aver mai visto correre i cavalli sull’asfalto come invece hanno fatto quegli imbecilli degli organizzatori della corsa di Floridia.

Perlomeno in Toscana e nel Lazio, due regioni dove tutt’ora vengono organizzate corse di cavalli nelle strade cittadine, hanno da sempre il buon senso di ricoprire l’asfalto con uno strato di venti centimetri di tufo trasformando il manto stradale simile a quello in terra battuta degli ippodromi.

Ma far correre i cavalli sull’asfalto è, consentitimi il termine, da dementi.

Purtroppo, mio malgrado, debbo dare ragione a quel parlamentare che giorni fa ha dichiarato senza mezzi termini l’impossibilità di gestire "L’Azienda Italia" se nel meridione non viene applicato un minimo di rispetto per le leggi.

Quando in TV ho visto quei poveri cavalli correre sull’asfalto sono rimasto allibito. E’ stato come assistere, più o meno, ad un combattimento clandestino di pit-bull in un Paese del Sud America. Incredibile, roba da Paesi in via di sviluppo. E invece l’incivile incidente è accaduto nella civilissima e modernissima Italia. Nella stessa Italia dove a Milano vengono chiamati i pompieri per salvare un gattino che non riesce più a scendere da un albero.

Che vergogna.

 

Postato da: cortese-mente a 21:34 | link | commenti (1) |

L'amicizia.

Tempo fa ho incontrato una ragazza. La più grande sognatrice che abbia mai conosciuto. E' sempre costantemente innamorata di qualcuno che poi regolarmente scappa via. Anche se lei, come tutte le donne, la pensa in un altro modo vorrei che si convincesse che non esisterà mai tra un uomo e una donna la stessa disinteressata amicizia che ci può essere fra due donne. Quando un uomo ha un’amicizia con una donna confida sempre nella segreta speranza di farla entrare, prima o poi, nella sua camera da letto.

 

Postato da: cortese-mente a 13:45 | link | commenti (2) |
diario

martedì, 30 maggio 2006
Soltanto per clienti selezionati.

Questa mattina, quando ho letto la notizia che la nuova Maserati MC12 sarebbe stata riservata soltanto a clienti selezionati, il mio pensiero è corso alla telefonata che ho ricevuto giorni fa da una dipendente della Telecom Italia. Mi informava infatti che ad un ristretto numero di loro clienti proponevano l’opzione "Hellò Sempre" per risparmiare sul costo delle telefonate anche se probabilmente quella comunicazione l’hanno fatta a tutti gli abbonati Telecom.

Poi ho proseguito con la lettura dell’annuncio dell’offerta Maserati ed ho scoperto che l’autovettura, anche se può ospitare due passeggeri, non sarà omologata per essere condotta sulle strade ma potrà circolare soltanto su pista. Il motore sviluppa la mostruosa potenza di 755 CV, l’equivalente di quella espressa dai motori di sette VW Golf Turbo Diesel, mentre il prezzo è di circa un milione e 200.000 euro (più di due miliardi delle vecchie lire).

A questo punto mi sono chiesto quante persone ci siano che possano comprarsi quest’auto e stiano già sgomitando visto che la Maserati ha deciso di venderla soltanto a clienti selezionati.

Non credevo che mentre si discute appassionatamente di crisi economica, di risparmio dello Stato sulle spese superflue, di povertà e difficoltà ad arrivare a fine mese, in Emilia dalle parti di Modena, ci fosse una fabbrica gloriosa e famosa come la Maserati che dopo aver equipaggiato con le proprie automobili il presidente della repubblica italiana e quello del consiglio dei ministri costruisse e commercializzasse anche una macchina con tale pazzesco prezzo.

Alla faccia della crisi economica.

PS:

Dimenticavo di dire che l’ABS si paga a parte come optional.

 

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riflessioni

lunedì, 29 maggio 2006
L'incontro.

Circa un mese fa ero intervenuto ad un forum su internet organizzato da un noto giornale quotidiano sul tema delle corruzioni nello sport italiano e la sera stessa ho trovato una e-mail nella mia casella di posta. Era una certa Francesca da Vignola la città delle ciliegie. Visto che la pensava in modo diverso dal mio le ho risposto confermando le mie convinzioni e da quel momento abbiamo iniziato una relazione epistolare abbastanza intensa tanto che le ho chiesto di incontrarci. Una settimana fa, dopo lunga trattativa visto che lei si sentiva un po’ insicura, l’ho incontrata. Il luogo scelto da lei per l’appuntamento mi è parso però piuttosto insolito, infatti per essere sicura che la trovassi aveva scelto come punto di riferimento il cimitero del paese. Erano ormai le quattro del pomeriggio quando puntualissima, avvolta in un soprabito grigio nonostante il caldo afoso, la vedo arrivare. Ci salutiamo con calorosa stretta di mano e un bacio sulle sue guance subito avvampate forse per l’emozione. Ci sediamo in macchina e ci allontaniamo dall’austero parcheggio in direzione delle prime colline modenesi. Dopo un po’, ripresasi dall’emozione del primo istante, comincia a parlare come un fiume in piena e a raccontarmi la sua vita, a chiedere il mio parere sul suo abbigliamento, sul trucco, il colore dei capelli. Parlava talmente senza pause da rendere quasi impossibile la mia replica. A questo punto ho iniziato a farle qualche complimento. Aveva infatti dei seni molto belli, grandi, sotto una camicetta gialla che ne evidenziava la rotondità e il volume insolito. La sera poi ci siamo finalmente seduti al tavolo di un ristorante e il fiume in piena ha cominciato ad essere impegnato con la forchetta che entrava ed usciva dalla sua bocca. Poi dopo cena siamo usciti dal locale e forse il vino bevuto ha cominciato a farle girare un po’ la testa, infatti si è stretta a me quando si è trovata in difficoltà con i tacchi alti mentre percorrevamo a piedi un tratto di strada un po’ dissestata davanti al ristorante. Poi dopo esserci seduti in macchina, nell’oscurità del parcheggio, ha nuovamente ripreso a parlare cercando la mia mano per carezzarla. Mentre lei parlava io ascoltavo e le carezzavo i capelli poi le sue coccole si sono fatte più audaci, le sue mani erano sulle mie gambe e le accarezzavano attraverso la stoffa dei pantaloni. La sua voce cominciava ad avere delle pause, ad ansimare. I suoi occhi guardavano me, il suo viso illuminato dalla fioca luce della Luna era dolcissimo. Poi ha cominciato a baciarmi sul petto mentre me lo carezzava e giocava con le dita tra i peli. Con l’altra mano invece mi stava carezzando il sesso ormai eccitato. Le sue labbra poi si sono disinteressate al petto e con la testa si è abbassata tra le mie gambe. Sentivo il mio sesso al culmine dell’eccitazione mentre il sangue nelle vene del pene pulsava gonfiandolo sempre di più. Poi le sue labbra calde e umide si sono avvicinate al glande e lo hanno accolto facendolo scorrere lentamente nella sua bocca fino alla gola. Non è durata per molto tempo ancora questa delizia perché il piacere intenso che provavo dopo un po’ ha avuto il sopravvento e il mio seme caldo e abbondante le ha inondato la bocca per poi essere risucchiato e ingoiato con una tale eccitazione da farle perdere ogni freno inibitorio mentre io continuavo a lisciarle i capelli e a carezzarle le guance avvampate.

Postato da: cortese-mente a 11:18 | link | commenti (1) |
eros

mercoledì, 17 maggio 2006
Il grande bluff.

Le fotocamere digitali, categoria compatte, sono il più grande imbroglio tecnologico degli ultimi anni.

Circa un anno fa il sensore fotografico delle fotocamere digitali era sui 3 megapixel. Attualmente ne hanno più di 5.000.

L’unica differenza non è la qualità dell’immagine bensì il prezzo. Quanto detto è presto dimostrato:

Tutte fotocamere digitali compatte, quindi escluse le reflex professionali con obiettivo intercambiabile un sensore delle dimensioni di una normale pellicola fotografica da 35mm ed un prezzo di oltre seimila (6.000) euro, possiedono lo stesso ridicolo sensore grande circa ¼ di quello professionale e un altrettanto ridicolo obiettivo zoom 5-17mm contro i 28-210mm di quello utilizzato sulle reflex professionali.

Che significa tutto questo? Significa che per ottenere una buona definizione dell’immagine i due componenti principali (obiettivo e sensore) debbono essere bilanciati. Che senso ha possedere un sensore da 5 megapixel se l’obiettivo non è in grado di trasferirci un’immagine altrettanto dettagliata? In sintesi mentre l’area di un sensore professionale è di circa 860 millimetri (24x36mm) quello di una compatta è di poco superiore ai 200 millimetri (12x18). Poiché un ottimo obiettivo professionale arriva ad una risoluzione massima di 80 punti per ogni millimetro, mentre quello delle compatte non supera i 60, oltretutto su una superficie decisamente inferiore (200 mm sono circa ¼), non potete fare a meno di scoprire che su quei 5 megapixel è impossibile registrare un immagine più definita di quanto si avrebbe con 3 megapixel dal momento che l’andicap è soprattutto nell’obiettivo abbinato alle minuscole dimensioni del sensore e che anche aumentando il numero di megapixel non cambia assolutamente nulla.

Morale: se proprio non potete fare a meno di una fotocamera digitale comprate quella più economica, da 3 mega in su sono tutte uguali… a parte il prezzo.

 

 

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lunedì, 15 maggio 2006
No comment

Pochi minuti fa ho assistito, sorpreso e sbigottito allo scippo di euro da parte di un extracomunitario nei confronti di un bimbo.

Ero appena uscito da un supermercato e mi stavo avviando a lasciare il carrello della spesa nel suo parcheggio.

Circa dieci metri davanti a me un bimbetto era intento a lasciare il proprio carrello mentre sua madre, poco distante, lo osservava dall’interno dell’auto già col motore in moto. All’improvviso dietro di me è sbucato un extra comunitario di circa 35-40 anni con in mano la borsa di plastica della spesa.

Appena notato il bimbo che armeggiava impacciato con il proprio carrello per recuperare la moneta, come un falco, in meno di un secondo era già con le mani sul carrello del bimbo e in un attimo la moneta da un euro è finita nelle sue tasche.

Sono rimasto talmente sorpreso e allibito da quanto visto che quando ho realizzato la mascalzonata compiuta dal negro, e qui il termine negro lo metto senza ritegno, che neanch’io ho avuto i riflessi pronti per reagire. Ma forse se lo avessi fatto mi sarei beccato una coltellata. Peccato che non abbia preso il numero di targa dell’auto del delinquente, l’avrei sicuramente denunciato ai carabinieri.

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riflessioni

venerdì, 12 maggio 2006
Il pallone è scoppiato.

Il pallone è scoppiato.

Mi verrebbe da dire: Finalmente!!!

Come quasi tutti anch’io da ragazzino davo calci ad una palla. L’entusiasmo ovviamente si è poi affievolito, come era logico che fosse, con gli anni.

A parte gli incontri di calcio della nazionale italiana, che però difficilmente vedo dal primo all’ultimo minuto, non riesco più a stare per tre quarti d’ora davanti ad un televisore per vedere ventidue ragazzi che preferiscono prendersi a calci piuttosto che emulare "Pelè" o "Platini".

Adesso gli incontri di calcio vengono trasformati in scontri da bande di delinquenti. Basta sentire i commenti dei conduttori: "Azione devastante di Bianchi"; "Cannonata di Rossi che colpisce in pieno il palo"; "Rasoiata al volo di Pasquale che passa tra le gambe del portiere"; etc.. etc.

E i dirigenti che fanno? Ti propinano il pallone a tutte ore: Nella pubblicità dei prodotti smacchianti, nei telefilms, nei gadget dal benzinaio. Insomma ti fanno fare indigestione di palloni.

Ma il massimo, cioè quanto di più ridicolo può essere espresso da un gruppo di uomini di oltre cinquant’anni, viene espresso tutti i lunedì sera su LA7. Gente normalmente seria e con i piedi per terra come il giornalista Lamberto Sposini che discute con foga con altri quindici scalmanati se il "fallo" era volontario o no, se la palla è dentro o fuori. Il tutto ricorrendo all’ausilio di una tecnologia sofisticatissima da fare invidia alla polizia scientifica.

I casi sono due: O questa gente è demente e quindi non impiega per coglionaggine la stessa tecnologia anche durante gli incontri di calcio, oppure questi individui sono dei disonesti.

Alla luce dei fatti credo che, anzi ne sono sicuro, si tratti della seconda ipotesi.

E allora, visto che si è toccato il fondo, perché non ne approfittiamo e diamo più spazio all’atletica, al canottaggio, all’equitazione, al pattinaggio alla ginnastica a tutti gli sport che scopriamo soltanto quando si vince qualche medaglia olimpica.

Finalmente il pallone è scoppiato. Era ora…ahh…come sono contento.

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riflessioni

lunedì, 01 maggio 2006
1° maggio.

Primo maggio Festa dei lavoratori.
Stamani, dal telegiornale, ho appreso che un tale si è permesso di giudicare se l'attività svolta dalla Sig.ra Letizia Moratti fosse quella di non lavoratrice e pertanto non avesse titolo a festeggiare come le pare questa giornata di festa.
Premesso che l'Italia è ancora un Paese libero: Penso che solo gli sciocchi siano sempre certi di quello che dicono.
Se quel "signore" che si permette di giudicare con tanta sicurezza come inopportuno il comportamento di una Signora solo perché si è permessa di unirsi ad un corteo di manifestanti nelle vie di Milano è aspirante alla carica di primo cittadino del capoluogo lombardo c'è di che preoccuparsi.
Il saggio infatti dubita sempre, mentre gli stupidi sono sempre certi delle loro affermazioni...e ne sono sicurissimi.

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riflessioni

giovedì, 07 luglio 2005
La misura è colma.

Oggi sono veramente incazzato.

Dopo aver appreso la notizia sugli attentati terroristici a Londra ho avuto la conferma che tutte le misure di sicurezza messe in atto per prevenirli sono inutili e inadeguate. Quello che mi stupisce è l’incapacità e la volontà di comprenderne la causa. Come ogni disastro l’unico rimedio consiste nel cercare di prevenirlo. E’ inutile pensare di risolvere il problema arrestando i sospettati. Per cento arrestati ce ne saranno sempre altri cento pronti ed emularli. Possibile che le varie "Intelligence", i cosiddetti servizi segreti, non abbiano ancora capito, o non vogliono capire, che siamo di fronte a criminali che riescono a convincere, plagiandoli, uomini e donne ad suicidio facendogli credere che diventeranno dei martiri che voleranno in Paradiso. Mi viene in mente un’affermazione del prefetto Mori, quando negli anni trenta Mussolini lo inviò in Sicilia per sconfiggere la mafia. Il Prefetto aveva "carta bianca", poteva fare qualunque cosa ritenesse opportuno per raggiungere lo scopo. Ma sembra che, dopo alcuni anni, sia ritornato a Roma e rivolgendosi al duce abbia detto: "C’è un solo modo per sconfiggere la mafia in Sicilia. Mettere tutta l’isola sott’acqua per cinque minuti". Tradotto: La mafia è nella mentalità di quel popolo.

Tornando ai terroristi islamici la soluzione più rapida e definitiva sarebbe identica a quella proposta da Mori.

Ma visto che non siamo assassini e viviamo in un mondo mediatico, non sarebbe meglio sradicare il fondamentalismo islamico proprio dalle radici, dalle false convinzioni. E’ inutile illudersi che si possa convivere con la religione islamica. Cominciamo con la cosiddetta guerra psicologica. Finché questa gente sarà convinta che farsi esplodere sia la strada per il Paradiso, avremo sempre un terrorista pronto a farsi saltare in aria dentro ad un autobus.

Diciamogli senza mezzi termini che chi si fa esplodere non capisce un cazzo ed è soltanto un imbecille terrorista che andrà all’inferno, visto che all’aldilà ci credono e anche troppo. Facciamo una campagna informativa assillante e smettiamola con le dispute tra i politici, pro e contro questa gente. Io non dico che debbano essere espulsi dal nostro Paese, ma devono adeguarsi alla nostra religione e alle nostre leggi e se l’islamismo è soprattutto terrore e morte, allora è il caso che gli islamici vengano fatti cortesemente accomodare fuori dai nostri confini nazionali.

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riflessioni

giovedì, 23 giugno 2005
A tirarla troppo...la corda si strappa.

Oggi il presidente di Confcommercio Billè ha previsto con lungimiranza, degna di una veggente, un calo del PIL nel 2005, dello 0,2%. Peccato che non si sia svegliato cinque anni fa, quando i commercianti convinti di far fessi i consumatori, hanno iniziato la cavalcata dell’aumento dei prezzi nel loro disegno di fanta-commercio per arrivare ad equiparare un euro a 1.000 lire.

Purtroppo non era possibile realizzare un simile disegno, degno del peggior cartello malavitoso, se gli stipendi dei lavoratori dipendenti fossero rimasti quasi come quelli di allora.

L’unico settore, causa una spietata concorrenza di mercato, che non ha subito aumenti è quello tecnologico, soprattutto informatico.

Come è possibile che un chilo di spezzatino possa costare 15 euro, l’equivalente di un ferro da stiro a vapore De Longhi FXH3. Per non parlare del prezzo dei gelati, le vaschette che prima costavano 5.000 lire adesso vengono vendute a 5 euro.

Un chilo di pomodori costa più di tre barattoli di pelati, con la differenza che nei pelati c’è una lavorazione che non esiste nel pomodoro fresco.

Cosa dire poi della proliferazione di supermercati e ipermercati.

Nel paese dove abito, nel 1991 c’era un solo supermercato. Adesso ce ne sono cinque mentre la popolazione è rimasta a circa 8.000 abitanti, la stessa di quattordici anni fa. Forse un solo supermercato era poco, due o tre avrebbero sicuramente fatto una concorrenza di prezzi. Adesso i cinque supermercati sono quasi deserti e i consumatori sono tornati ai piccoli negozi che, non dovendo stipendiare i più di trenta dipendenti di un medio supermercato, hanno i prezzi più bassi.

Un’ultima chicca l’ho ascoltata ieri pomeriggio su RMC. Un produttore di vino sardo era incazzatissimo dopo aver scoperto che il suo vino, venduto direttamente e personalmente ai ristoratori a 5 euro la bottiglia viene, da questi ultimi, inserito nella lista dei vini in Italia a 18 euro, in Svizzera e in Germania a 12 e, udite udite, negli Stati Uniti la stessa bottiglia vino costa al cliente del ristorante 15 dollari.

Cari commercianti, carissimo Billè come direbbero a Napoli: "Accà nisciuno è fess".

Abbassate i prezzi e soprattutto siate più onesti se volete che i consumi ritornino a volare. Statemi bene.

Postato da: cortese-mente a 15:59 | link | commenti (7) |
riflessioni